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correspondence

 

 

 

 

 

 

Yvonne De Rosa’s work is a  narration of  stories trough images, a photographic re-elaboration of real stories related to a recent or distant past.

De Rosa’s work can be defined as meta-narrative half way between hyper-realism and dream and the result can be seen as taken out from time.

The stories behind her work are real life stories, she proceeds via the retrieval of images and other fragments of the past moving through ever-inc

reasing circles of individual and collective memories to compare the idea of truth of an historical reconstruction.

Thinking about the persuasive power of images and about issues like how to represse memories and the past and upon the documentary  and the narrative elements of photography, De Rosa carries out an extensive research in the areas and in the key locations where the events took place. (retrieving letters, old pictures or negatives, talking directly with testimonies or analysing the material with the support of experts such as a graphologist  or psychologist). 

After gathering all traces and leads of the stories she wants to tell, De Rosa starts photographing.the result It is set between reality and fiction, in the same time glimpse of what happened and the representation that finally leads to the  redemption and recovery of human lives’s histories that otherwise would have been forgotten.

To photograph, in this case,  it does not mean to reproduce reality but to donate an image to what it has never been immortalised, documented or even told to anyone before, trough their stories been told it is as if their protagonists would finally find some form of freedom or enfranchisement.

“Correspondence” in this chapter tells the story of a rediscovered  collection of romantic letters accompanied with rose  sfrom 1904, a case of extreme obsessive love that ended with the suitor’s suicide.

Everyday one letter and one rose.

“With Correspondence, I also investigate “the other side” – I visited a place where something happened, but it did not happen while I was there. It happened in another dimension, and there are traces of it. In my research, I like to observe the interaction between past and present. I’ve always been fascinated by the concept of an absence of the present. I retrieve photographs and objects. I recover stories”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITA:
Correspondence è una “meta-narrazione”, così come la definisce l’artista stessa, estrapolata dal tempo. In questo caso le storie narrate sono storie di vita, di memorie individuali considerate parte di una grande memoria collettiva. Riflettendo sul potere persuasivo delle immagini, su temi come la rappresentazione della memoria e della verità e sugli aspetti documentaristici e narrativi della fotografia, l’artista effettua una ricerca approfondita nel suo territorio (attraverso il recupero nei mercatini di testimonianze del passato come lettere manoscritte, fotografie e sculture), conduce delle ricerche, scatta fotografie nei musei d’antropologia, parla direttamente con i testimoni e le persone coinvolte nelle storie e si fa accompagnare nei luoghi chiave della narrazione. Dopo aver raccolto pazientemente tutti gli indizi e le tracce, Yvonne De Rosa costruisce delle riprese fotografiche di quanto è successo. È realtà e finzione allo stesso tempo: apparizione, rappresentazione e infine riscatto e recupero di storie e vite che altrimenti sarebbero dimenticate.

Fotografare in questo caso non significa più riprodurre la realtà, anzi donare un’immagine a ciò che non è mai stato immortalato, documentato o detto e per farlo l’artista realizza negativi fotografici, fotografie in bianco e nero o scatti con filtri dalle tonalità ultraviolette.

Attraverso le fotografie della De Rosa è come se tutte queste persone ritrovassero una qualche forma di redenzione e d’affrancamento e quindi possano affermare, in un estremo atto di congedo, “Finalmente sto andando via per un lungo viaggio”. 

Correspondence racconta la storia di un ritrovato carteggio amoroso del 1904, un caso d’amore ossessivo ed estremo che termina col suicidio.

Ogni giorno una lettera ed una rosa.

<< Con Correspondence, indago anche “l’altra parte": ho visitato un luogo in cui qualcosa è accaduto quando non ero presente. È successo in un'altra dimensione, ma esistono delle tracce. Atrraverso la mia ricerca mi piace osservare l'interazione tra passato e presente. Sono sempre stata affascinata dal concetto di assenza del presente. Recupero fotografie e oggetti. Recupero storie >>.